Death at Crane's
Court (cover) Eilís Dillon
Death at Crane's Court

Sembra che la vita sia finita per George Arrow quando, a poco più di trent'anni, scopre di essere affetto da un disturbo cardiaco che farà di lui un invalido per il resto della sua vita. Lascia quindi la sua natìa Dublino e si trasferisce in un albergo in una remota stazione termale sulla costa irlandese, dove si prepara a finire i suoi giorni in pace e relativa solitudine.

Una sera il proprietario dell'albergo viene trovato morto nella sua stanza, assassinato. Gli avvenimenti che seguono sono tumultuosi e decisamente raccapricianti, tanto da sottoporre i nervi di Arrow ad un tale stress che vari osservatori, tra i cui i rappresentanti della polizia locale, cominciano a chiedersi se la storia della malattia di cuore di George non sia più complicata di quanto sembra.

ESTRATTI DALLE RECENSIONI:

"Avvincente ... Eccitante senza essere orripilante... Ambientato nella contea di Galway, in un'atmosfera così tranquilla e seducente che viene voglia di fare subito le valige e prendere il primo treno in partenza per l'ovest." (Sunday Independent)

"Un ottimo lavoro ... estremamente attraente e leggibile" (New York Times Book Review)

"Il ritmo è agevole, lo stile e la caratterizzazione dei personaggi sono perfetti, il mistero è inscrutabileimperscrutabile." (Norman Blood, Time and Tide)

Altra versioneitaliana

Questo libro è stato tradotto in italiano,
ma non è più disponsibile da molti anni.
Il brano che segue è un campione preparato per il sito web.

Dalle prime pagine ....

Pur essendo un viaggiatore esperto, George Arrow cominciò ad armeggiare con i bagagli quasi subito dopo la partenza del treno dalla stazione. Tolse il soprabito dal portabagagli, lo piegò e ci appoggiò su il cappello, poi lo prese di nuovo per cercare invano i guanti nelle tasche. Si allungò verso l'alto per tirare giù la valigia, poi si lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, ricordandosi improvvisamente. Si sedette lentamente, con gesto voluto, e si appoggiò le mani giunte sulle ginocchia. Gli sembrava incredibile che bastasse il ricordo per sentirsi riverberare ogni volta in tutte le parti del corpo quella stessa emozione che lo faceva star male. Di questo nessuno l'aveva avvertito, eppure era l'aspetto peggiore della sua nuova condizione di disabile. Erano passati appena tre mesi da quando, seduto di fronte al dottore nello studio tirato a lucido, si era sentito dire che stava per morire.

Fino ad allora aveva avuto una vita facile, aveva viaggiato in tutti i paesi europei più sicuri ed era rimasto soddisfatto di quello che aveva visto. A casa a Dublino, aveva fatto il collezionista di libri ed era stato membro di vari comitati di beneficenza, e aveva dato via ogni anno una parte della sua rendita considerevole a chiunque avesse l'aria di averne più bisogno di lui.

Allo stesso tempo cauto e romantico, George combinava in sé le caratteristiche di chi è spesso destinato a restare scapolo. Per lui tutte le belle donne camminavano senza toccare per terra, con i piedi appoggiati su una soffice nuvola rosa. E, poiché erano così in alto, in genere non si accorgevano nemmeno di lui. Alle brutte non faceva mai caso, anche se quasi tutte facevano caso a lui, poiché George era un uomo alto e magro, biondo e di bell'aspetto, ed era bello alto.

Traduzione di Giuliana Zeuli

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